Cos’è l’apologetica?


1 • Premessa: pippe mentali sovvenutemi mentre scrivevo questa pagina

Se qualcuno mi chiede di spiegargli cos’è l’apologetica, ho sempre un duplice timore:

Caso A: se la persona che mi fa la domanda è un non credente ho il sospetto che – dopo che finisco la pappardella – la persona poi si immagina che l’apologetica sia qualcosa di simile:

 

Caso B (peggio ancora): se la persona che mi fa la domanda è un cristiano, ho paura che poi si fomenta, inizia a documentarsi e tempo tre mesi diventa così:

 

2 • Insomma, st’apologetica che e’?

Come diceva Einstein:

Per non sapere ne leggere ne scrivere, per spiegare cos’è l’apologetica, parto dalle parole di Pietro:

«[…] Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto […]»
(Prima lettera di Pietro, 3,15)

L’apologetica (dal greco ἀπολογία, apologhía, «discorso in difesa») «ha lo scopo di affermare la ragionevolezza e la credibilità della fede».

 

3 • Cit: “Le parole sono importanti!” …la ragione

Voglio fare un passo indietro, e fermarmi sulle prime parole della frase di Pietro che ho evidenziato in rosso: “rispondere a chi domanda ragione”.

Quando si parla di ragione e ragionevolezza, si cade spesso in questo spiacevole malinteso:

 

Spesso il razionale viene identificato con il «dimostrabile» nel senso stretto della parola.

 

Ora, è vero che la “ragionevolezza” sia curiosa di dimostrare ogni cosa.
La capacità di dimostrare è un aspetto della ragionevolezza, ma il ragionevole non è la capacità di dimostrare.

Infatti che cosa significa “dimostrare”?
Significa “ripercorrere tutti i passi di un procedimento che pone in essere qualcosa”.

A scuola, quando si ripeteva la dimostrazione di un teorema e si saltava un passaggio, il maestro interrompeva dicendo:

Infatti, tutti i passi costitutivi di una realtà vanno percorsi per poter dire di trovarci di fronte a una dimostrazione.

Ma questo non esaurisce il ragionevole. Infatti proprio gli aspetti piu’ interessanti della realta’ non sono dimostrabili.
Ad essi, cioè, non si può applicare il ragionamento appena citato.

Esempio: io ho presente persone di cui direi: “Ecco, questa gente è proprio mia amica, mi sono veramente amici!”. Ma se uno mi dicesse: “Dimostramelo!”, con che metodo glielo dimostro? Ragionandoci sopra? Mettendomi ad applicare formule di matematica? Seguendo il metodo scientifico? Usando apparecchiature di laboratorio?.

Con buona pace di chi vorrebbe applicare questo metodo ad ogni sfera dell’esistenza, vi sono delle realta’ la cui conoscenza non rientra in questo metodo.

 

4 • Fede e ragione

Senza la pretesa di fornire una definizione enciclopedica, io definirei in questo modo la ragione:

«Apertura alla realtà, capacità di afferrarla ed affermarla nella totalità dei suoi fattori»

e non

«Misura delle cose, fenomeno che si avvera quando c’è una diretta dimostrabilità»

Tornando dunque al discorso sull’apologetica (che abbiamo detto “ha lo scopo di affermare la ragionevolezza e la credibilità della fede”), la ragione consente al cristiano di dialogare con chi cristiano non è, ma ammetta lui pure il valore della ragione .

Inoltre, per chi fa orecchie da mercante, e crede che “fede” e “ragione” siano due cose che non possono andare d’accordo per loro stessa natura, tirerei in ballo pure quello che dice Ratzinger:

 

5 • “…con dolcezza e rispetto”

Nel mondo mediatico, la satira contro tutto cio’ che e’ “decchiesa” va come il pane:

– meme sui social network secondo i quali vendendo l’anello del Papa (ndr. pochi grammi d’oro) si potrebbe sfamare il Congo;
– vignette con i cristiani tutti in fila a mo’ di gregge, che all’ingresso in Chiesa vengono lobotomizzati dal malvagio prete di turno, che strappa via loro il cervello (dato che in Chiesa non servirebbe);
– il cliché trito e ritrito della religione come “oppio dei popoli” o “strumento di controllo”;
– “gombloddi” vaticani!

Confesso che – sebbene negli ultimi anni mi sia un po’ calmato – quando vedo alcune di queste vignette ho ancora quel mezzo secondo in cui mi sale una di quelle ulcere che a confronto Negan di Walking Dead ancora troppe pagnotte deve magnà…

Ecco.
L’invito di Pietro («Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto») è una preghiera per tutte le teste calde come me, che quando parlano di queste cose con gli altri tendono a scaldarsi, a voler “vincere” la conversazione, a sfinire l’interlocutore finché non ti dice “hai ragione”, a voler spaccare la faccia a chi ti sta davanti se deride ciò che ti sta più a cuore…

 

 

6 • In conclusione

Vorrei quindi che questo blog non sia un terreno di scontro, ma una zona franca di dialogo (con chi crede, con chi non crede, con chi ci deve ancora pensare, e con chi non ci penserà mai).

Passo e chiudo

sale

 

(Autunno 2016)