Chi sono?

1 • Premessa

Sarete d’accordo con me sul fatto che un papà e una mamma vogliono il bene dei proprî figli.

E che cercano di dare ai figli tutto ciò che – in coscienza – credono sia un bene per la loro crescita.

chi sono salesalato

Proviamo a fare un esempio su ‘sta cosa.

Non so.

Facciamo finta che una mamma voglia far battezzare suo figlio…

Mhh… oddio, forse è un esempio un po’ strano

…cioè, ormai la maggior parte delle persone segue questa regola:

«Non ho il diritto di battezzare mio figlio.
Preferisco lasciarlo libero.
È una scelta che, se vuole, farà lui da grande»

Non fa una piega. Chi fa diversamente, S-B-A-G-L-I-A-H!

A me poi questo modo di educare sembra “così saggio”, che lo estenderei ad ogni altra cosa che uno vorrebbe trasmettere ai figli:

scegliera lui da grande

Si è capito che scherzo, sì?

Bene.

Dato che è evidente che ha poco senso portare «agli estremi» questo modo di fare, come ci regoliamo?

È semplice.

Ci regoliamo tutti come ho scritto all’inizio:

«I genitori cercano di dare ai figli tutto ciò che – in coscienza – credono sia un bene per la loro crescita»

“In coscienza” significa questo:

  • se tu pensi che battezzare tuo figlio sia un bene per lui, come è stato un bene che tu gli insegnassi a parlare, a camminare, a dire “grazie”, a comportarsi in un certo modo, allora non hai nulla da rimproverarti nel voler battezzare tuo figlio;
  • se tu pensi che battezzare tuo figlio sia un male per lui, così come sarebbe stato un male per lui se non lo avessi mandato a scuola, o non lo avessi nutrito, o gli avessi dato una cattiva educazione, allora non battezzarlo.

Questo è agire secondo coscienza.

Come ha detto Robert Spaemann (1927-2018), filosofo e teologo tedesco:

La coscienza è un organo, non un oracolo.

La coscienza è un organo perché è una cosa insita in noi, che appartiene alla nostra essenza, e non una cosa fatta fuori di noi.

Ed, essendo un organo, ha bisogno di crescere, di essere formata, di esercitarsi.

(Volendo potremmo discutere su chi debba formarla, come formarla, perché, etc… ma su queste domande ci torniamo un’altra volta…)

2 • Indagini…

Dettociò.

Io sono uno dei figli dell’esempio che ho fatto qui sopra.

Non di quelli che comunicano belando, ma di quelli che sono stati battezzati.

E non solo sono stato battezzato, ma dato che chi mi ha educato ha giudicato in coscienza che questo fosse un bene per me, mi sono beccato il pacchetto completo: sono cresciuto casa-e-chiesa, ho scorrazzato per l’oratorio, mi sono sparato quattro anni di catechismo (due per la comunione e due per la cresima), facevo il chierichetto a messa, etc…

salesalato nantosuelta

Alcuni paladini della “laicità” pensano che una persona cresciuta così sia stata indottrinata.

Secondo me chi la pensa così commette due (comprensibilissimi) errori.

Il primo è che di solito chi parla di “indottrinamento religioso” ha il dente avvelenato contro la Chiesa, e spesso fa ragionamenti simili:

Educazione Siberiana

Il secondo errore di chi pensa queste cose, è che crede (inspiegabilmente) che i figli “si bevano tutto”.

Il che può essere vero fino ad una certa età.

Poi però ci sono due cose di mezzo:

  • l’adolescenza: in cui un ragazzo (di solito) inizia a pensare che è vero esattamente il contrario di quello che gli hanno raccontato da bambino;
  • la maturità: in cui il giovane adulto desidera informarsi, capire, toccare con mano se c’è del vero in quello che gli è stato insegnato quando era piccolo.

Ecco, arrivato ad una certa età ho iniziato a farmi domande simili:

  • Ma Dio esiste per davvero?
  • E se anche esistesse, come potremmo mai scoprirlo?
  • Ma è mai possibile che, se Dio esiste, e si è veramente rivelato, guarda caso proprio la mia religione è quella vera?
  • Chi era Gesù?
  • È esistito veramente?
  • Era veramente il figlio di Dio?
  • E ammesso che tutto questo sia vero, che c’azzecca con la mia vita?

…e via dicendo, passando per le varie domande, a partire dal problema dell’esistenza del male, le crociate, il sesso prematrimoniale, la coerenza della Chiesa, il rapporto tra il cristianesimo e le altre religioni, Galileo, il Papa (veste Prada o no?), l’obbligo della messa domenicale, etc…

Però non mi sono fermato alle domande e ai dubbi.

Ho iniziato a cercare delle risposte.

E le ho cercate da persone sparse nello spazio. E nel tempo.

Ho scoperto cosa ne pensavano i miei amici.

E poi cosa ne pensava il mio professore di lettere (fieramente ateo e anticlericale), Benedetto XVI, Friedrich Nietzsche, Gilbert Keith Chesterton, Jean-Paul Sartre, Luigi Giussani, Vladimir Solov’ëv, Pier Paolo Pasolini, Clive Staples Lewis, Pavel Florenskij, Fabrice Hadjadj, John Ronald Reuel Tolkien, etc… (per chi avesse voglia di leggere due-tre titoli di libri, a questo link ho messo una sorta di bibliografia del blog).

Minas Tirith

3 • …e le presentazioni alla fine

Ok, fine delle premesse.

Due righe due sull’autore del blog.

Ho venticinque anni. (*)

(*) (Questa pagina l’ho scritta nel 2016…)

Vivo a Roma.

E a partire dai tre anni (in ordine rigorosamente non cronologico) ho detto che «da grande» avrei voluto fare il notaio, il netturbino, lo scrittore, il sacerdote, l’insegnante di lettere, il fumettista e l’ingegnere biomedico…

(Spoiler: per campare, non faccio nessuna di queste cose!)

chi sono salesalato

Salesalato è un blog di apologetica (se non sai il significato di questa parolaccia, puoi scoprirlo cliccando qui).

Il blog è nato per svariati motivi (molti dei quali mi vergogno un po’ a dirli).

Uno di questi è il desiderio di condividere alcune cose che ho scoperto in questa mia “indagine”…

…mantenendo più possibile il tono di una chiacchierata al pub con un amico, davanti ad una bevanda analcolica, meglio se non troppo gassata…

https://www.salesalato.it/wp-admin/

Questo è quanto.

Passo e chiudo.

sale

(Autunno 2016)

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