Chi sono?

1 • Premessa: “In coscienza…”

Converrete con me sul fatto che un papà e una mamma vogliono il bene dei loro figli.

E volendo il loro bene, cercano di dare loro tutto ciò che – in coscienza – ritengono sia un bene per la loro crescita.

Ok.
Adesso poniamo il caso di una madre che, perché no, voglia far battezzare suo figlio…

Ecco, ho già sentito che qualcuno di voi, senza neanche accorgersene, ha leggermente contratto le terga, infastidito dall’esempio…

Ma state tranquilli.
E’ ormai entrata nel pensiero comune la prassi che bisogna seguire:

«Non ho il diritto di battezzare mio figlio. Preferisco lasciarlo libero. E’ una scelta che, se vuole, farà lui da grande»

Non fa una piega.
Chi fa diversamente, sbaglia.

Poi, a me in particolare, questo modo di educare sembra così open minded, che lo estenderei ad ogni altra cosa che uno vorrebbe dare alla prole:

liberta

Si è capito che scherzo, sì?

Bene.
Dato che conveniamo un po’ tutti sul fatto che portare questo modo di ragionare alle estreme conseguenze è un po’ eccessivo, come ci regoliamo?

E’ semplice.
Ci regoliamo un po’ tutti come ho scritto all’inizio:

«I genitori cercano di dare ai figli tutto ciò che – in coscienza – ritengono sia un bene per la loro crescita»

“In coscienza”, in soldoni, significa questo:

– se tu pensi che battezzare tuo figlio sia un bene per lui, come è stato un bene che tu gli insegnassi a parlare, a camminare, a dire “grazie”, a comportarsi in un certo modo, allora è giusto che tu battezzi tuoi figlio;

– se tu pensi che battezzare tuo figlio sia un male per lui, così come sarebbe stato un male per lui se non lo avessi mandato a scuola, o non lo avessi nutrito, o gli avessi dato una cattiva educazione, allora è giusto che tu non battezzi tuo figlio.

Questo è agire secondo coscienza.

Come ha detto Robert Spaemann (un adorabile vecchietto di cui ignoravo l’esistenza fino a pochi attimi fa…):

La coscenza e' un organo, non un oracolo

La coscienza è un organo perché è una cosa insita in noi, che appartiene alla nostra essenza, e non una cosa fatta fuori di noi.
Ed, essendo un organo, ha bisogno di crescere, di essere formata, di esercitarsi.

(Poi, vabbé, si può discutere su chi debba formarla, come, perché…
…ma fatemi andare avanti, che sono appena arrivato alla fine della premessa)

2 • Indagini…

Dettociò.
Io sono uno dei figli dell’esempio di sopra.

Non di quelli che comunicano belando, ma di quelli che sono stati battezzati.

E non sono stato solo battezzato, ma dato che chi mi ha educato ha giudicato in coscienza che questo fosse un bene per me, mi sono beccato il pacchetto completo: cresciuto casa e Chiesa, ho scorrazzato per l’Oratorio, mi sono sparato quattro anni di catechismo (due per la Comunione e due per la Cresima), e salvo febbroni da cavallo, ero puntuale all’appuntamento domenicale.

Lo giuro su Nantosuelta

Alcuni paladini della “laicità” pensano che una persona cresciuta così sia indottrinata.

Secondo me chi la pensa così commette due (comprensibilissimi) errori.

Il primo è che costoro, di solito, seguono questo ragionamento per quanto riguarda la “sfera religiosa”:

Educazione Siberiana

Il secondo errore, è che sono (inspiegabilmente) convinti che i figli possano bersi tutto.

Il che può essere vero fino ad una certa età.

Poi però ci sono due cose di mezzo:
l’adolescenza: in cui un ragazzo (di solito) inizia a pensare che è vero esattamente il contrario di quello che gli hanno raccontato da bambino;
la maturità: in cui il suddetto desidera informarsi, capire, toccare con mano se c’è del vero in quello che gli è stato detto da bambino.

Ecco, arrivato ad una certa età ho iniziato a farmi domande simili:
– Ma Dio esiste per davvero?
– E se anche esistesse, come potremmo mai scoprirlo?
– Ma possibile mai, che se Dio esiste, e si è veramente rivelato, guarda caso proprio la mia religione è quella vera?
– Che poi chi era Gesù? Il cristianesimo se l’è inventato lui o San Paolo?
– E anche se tutto questo fosse vero, che c’azzecca con la mia vita?

…e via dicendo, passando dal problema del male nel mondo, alle Crociate, a Galileo, al Papa (che veste Prada o no?), alla necessità della messa domenicale, etc…

Però non mi sono fermato alle domande e ai dubbi.

Ho iniziato a cercare delle risposte.

E le ho cercate da persone sparse nello spazio. E nel tempo.

Ho scoperto cosa ne pensavano i miei amici.
E poi cosa ne pensava Corrado Augias, e poi Benedetto sedicesimo, poi Vittorio Messori, poi Christopher Hitchens, Gilbert Keith Chesterton, John Henry Newman, Richard Dawkins, Clive Staples Lewis, John Ronald Reuel Tolkien …

Minas Tirith

3 • …e le presentazioni alla fine

Ok, ho procrastinato abbastanza.

Due righe due sull’autore del blog.

Ho venticinque anni.

Vivo a Roma.

…e in ordine rigorosamente non cronologico, a partire dai tre anni, ho desiderato fare il notaio, il netturbino, l’ingegnere chimico, lo scrittore, il sacerdote, l’insegnante di lettere, il disegnatore di fumetti e l’ingegnere biomedico…

Salesalato.it è un blog di apologetica (se non sai il significato di questa parolaccia, puoi scoprirlo cliccando qui).

E’ nato per svariati motivi, molti dei quali mi vergogno un po’ a dirli…

Uno tra tutti, condividere alcune cose che sono emerse (e che stanno emergendo) da questa mia “indagine”… mantenendo più possibile il registro di una chiacchierata al pub con un amico, davanti ad una birra, meglio se un po’ sgasata…

Rutti

Questo è quanto.
Passo e chiudo…

sale

 

(Autunno 2016)