Dottrina Sociale della Chiesa – Cos’è?

1 • La Chiesa si impiccia di cose che (non) la riguardano

«La Chiesa non si fa mai i fatti suoi!»

Questo fatto è “risaputo da tutti”.

In particolare, tra coloro che questa cosa la-sanno-di-più figurano…

dottrina sociale della chiesa

Nonostante questa opinione abbia fatto scuola, e in molti credano che la Chiesa «si immischi sempre in faccende che sono fuori dalla sua competenza», in realtà le cose “non stanno esattamente così”

…tant’è che, già nell’800 il cardinale John Henry Newman scriveva:

«Dal momento che è diffusa l’errata opinione che i cristiani, e specialmente il clero, in quanto tale, non abbiano nessuna relazione con gli affari temporali, è opportuno cogliere ogni occasione per negare formalmente tale posizione e per domandarne prove. È vero invece che la Chiesa è stata strutturata al fine specifico di occuparsi o (come direbbero i non credenti) di immischiarsi del mondo.
I membri di essa non fanno altro che il proprio dovere quando si associano tra di loro, e quando tale coesione interna viene usata per combattere all’esterno lo spirito del male, nelle corti dei re o tra le varie moltitudini.
E se essi non possono ottenere di più, possono, almeno, soffrire per le Verità e tenerne desto il ricordo, infliggendo agli uomini il compito di perseguitarli»

(JOHN HENRY NEWMAN, Arians of the Fourth Century, capitolo III: The Ecumenical Council of Nicæa, in the Reign of Constantine, sezione II: Consequences of the Nicene Council)

2 • Dottrina sociale della Chiesa: cos’è?

Con il termine Dottrina sociale della Chiesa ci si riferisce in generale a tutti gli insegnamenti della Chiesa in ambito “politico”.

Ora.

Purtroppo l’aggettivo “politico”, ai nostri giorni, ha assunto una connotazione fortemente negativa.

politica

In realtà, quando dico “politico” intendo «tutto ciò che riguarda la polis» a 360°.

E infatti la Dottrina sociale della Chiesa tocca un ventaglio di tematiche molto ampio:

  • la persona umana (Qual è la sua dignità? E che succede quando questa dignità è messa in secondo piano?);
  • il bene comune (Cos’è? Chi riguarda? Come si realizza?);
  • la solidarietà (Che significa? Come si vive?);
  • la famiglia (Che ruolo ha nel tessuto sociale? Perché è «così» importante?);
  • il lavoro (È un mezzo? Un fine? Un «male necessario»? Una vocazione?);
  • la destinazione universale dei beni (Che significa? E che differenza c’è con il comunismo?);
  • il principio di sussidiarietà (Che è? Se magna?);
  • etc.

La domanda sorge spontanea: come mai la Chiesa si è inserita in tutti questi dibattiti?

Per farsi i “cavoli altrui”?

Perché le «cose religiose» iniziavano a perdere appeal?

dottrina sociale della chiesa

Mmmmmm… non proprio…

Nel 1975, papa Paolo VI diceva:

«L’uomo da evangelizzare non è un essere astratto, ma è condizionato dalle questioni sociali ed economiche»

(PAOLO VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 29)

E nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (che è tipo un “Bignami” di tutto ciò che la Chiesa ha detto “in ambito politico”) troviamo scritto:

«La Chiesa, con la sua Dottrina Sociale, non solo non si discosta dalla propria missione, ma è strettamente fedele ad essa. La redenzione compiuta da Cristo e affidata alla missione salvifica della Chiesa è certamente di ordine soprannaturale.
[…]
Il soprannaturale [però] non è da concepire come un’entità o uno spazio che comincia dove finisce il naturale, ma come l’elevazione di questo, così che niente dell’ordine della creazione e dell’umano è estraneo ed escluso dall’ordine soprannaturale e teologale della fede e della grazia, ma piuttosto vi è riconosciuto, assunto ed elevato»

(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, punto 64)

preti politici

3 • Un po’ di storia

3.1 • Le origini della “Dottrina Sociale”…

Come dicevo, la Chiesa ha sempre avuto a cuore non solo le necessità spirituali, ma anche i “problemi terreni” delle persone… quindi per certi versi potremmo dire che si è occupata di politica fin dalla sua nascita.

A voler essere pignoli però, con l’espressione “Dottrina Sociale”, ci si riferisce a quegli insegnamenti “politici” della Chiesa che riguardano il mondo contemporaneo.

In questo contesto, la prima vicenda su cui la Chiesa ha voluto fare luce è la cosiddetta questione operaia: la rivoluzione industriale infatti (nel XVIII-XIX secolo) aveva “scombussolato” il mondo del lavoro, creando gravi problemi di giustizia. Quello che ne è scaturito è stato il famigerato conflitto tra capitale e lavoro.

In questo “bordello”, nel 1891 papa Leone XIII scrisse l’enciclica «Rerum novarum», che:

«…prende in esame la condizione dei lavoratori salariati, particolarmente penosa per gli operai delle industrie, afflitti da un’indegna miseria. La questione operaia viene trattata secondo la sua reale ampiezza: essa è esplorata in tutte le sue articolazioni sociali e politiche, per essere adeguatamente valutata alla luce dei principi dottrinali fondati sulla Rivelazione, sulla legge e sulla morale naturale»

(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, punto 89)

dottrina sociale della chiesa

3.2 • …e come è andata avanti

Nel corso del ‘900 – e fino ai nostri giorni – tutti gli altri papi sono intervenuti spesso in “questioni politiche”:

(se non vi regge la pompa a leggere l’elenco dei papi che ho scritto qui sotto, potete saltarlo e riprendere la lettura qualche riga più in basso…)

  • Pio XI (anni ’30): ha rimproverato il mancato rispetto della libertà di associazione e ha ribadito che la via per superare i contrasti sociali passa per la solidarietà e la collaborazione (nell’enciclica «Quadragesimo anno» del 1931); ha condannato gli abusi del regime fascista (nell’enciclica «Non abbiamo bisogno» del 1931) così come quelli del Reich in Germania (nell’enciclica «Mit brennender Sorge», pubblicata in tedesco nel 1937, e letta dal pulpito di tutte le chiese cattoliche tedesche); ha criticato anche il comunismo, definendolo «intrinsecamente perverso» (nell’enciclica «Divini redemptoris» del 1937);
  • Pio XII (anni ’40-’50): durante il suo pontificato, a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, le sue parole hanno rappresentato «per molti popoli di tutti i continenti e per milioni di credenti e di non credenti la voce della coscienza universale, interpretata e proclamata in intima connessione con la Parola di Dio» (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, punto 89);
  • Giovanni XXIII (anni ’60): nel periodo della Guerra Fredda, la “questione sociale” è diventata di portata mondiale, estendendosi anche ai paesi del Terzo Mondo; il papa ha invitato gli uomini al «compito di ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà» (nell’enciclica «Pacem in terris» del 1963); è stato il primo papa a scrivere un enciclica rivolgendosi non solo «ai cristiani», ma «a tutti gli uomini di buona volontà» (nell’enciclica «Mater et Magistra» del 1961) per la ricerca del bene comune universale;
  • Paolo VI (anni ’60-’70): negli anni di turbolenza dopo il ’68, il papa si è preoccupato di innumerevoli questioni: la condizione giovanile, la disoccupazione, la dignità della donna, l’emigrazione, le discriminazioni, l’incremento demografico (nella lettera apostolica «Octogesima Adveniens» del 1971), segnalando «l’insufficienza delle ideologie a rispondere a tali sfide» (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, punto 100);
dottrina sociale della chiesa
  • Giovanni Paolo II (anni ’80-’00): in quasi trent’anni di pontificato, il papa ha affrontato di petto una quantità pressoché sconfinata di tematiche sociali: la questione del lavoro (nell’enciclica «Laborem Excercens» del 1971), dello sviluppo dell’uomo a 360° e di tutte le problematiche ad esso legate nei paesi del Terzo Mondo (nell’enciclica «Sollicitudo rei socialis» del 1987) della solidarietà (nell’enciclica «Centesimus Annus» del 1991), etc;
  • Benedetto XVI (2000ss): ha sottolineato l’imprescindibilità dell’etica e dell’apertura alla trascendenza nello sviluppo economico e nel progresso della società (nell’enciclica «Caritas in Veritate» del 2009);
  • Francesco (2010ss): nella sua enciclica «sociale» (la «Laudato si’» del 2015) il papa è andato alla radice delle problematiche ambientali dei nostri giorni, proponendo un’ecologia integrale per la custodia dell’uomo, del suo prossimo e del Creato che Dio gli ha affidato.

Ognuno di loro, rifacendosi alla Tradizione della Chiesa, ha cercato di declinare il messaggio evangelico per «fare luce» nelle varie contingenze sociali, politiche, economiche, della sua epoca.

«Questo passa il convento…»

…poi vabbè, uno può fare tutti gli “spiegoni” che gli pare, con l’elenco dei papi e dei rispettivi contesti storici, ma credo che ci saranno sempre persone “col dente avvelenato”

dottrina sociale della chiesa

4 • Dottrina sociale della Chiesa: astenersi ideologie!

Nonostante la varietà di “questioni sociali” su cui la Chiesa è intervenuta nell’ultimo secolo, uno dei punti che accomuna queste prese di posizione è la lotta alle ideologie.

Dal socialismo al nazismo, dal fascismo al comunismo, dall’edonismo materialista al relativismo etico, dal progressismo utopico al capitalismo sfrenato, la Chiesa si è sempre opposta ad ogni forma di «struttura di peccato» – per usare un’espressione con cui Giovanni Paolo II descrive tutte quelle “deformazioni sociali” a cui l’uomo rischia di assuefarsi, anestetizzando la propria coscienza:

«Qualunque visione totalitaristica della società e dello Stato e qualunque ideologia puramente intramondana del progresso sono contrarie alla verità integrale della persona umana e al disegno di Dio sulla storia»

(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, punto 48)

Infatti:

«La missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa non è d’ordine politico, economico o sociale: il fine che le ha prefisso è di ordine religioso. Eppure proprio da questa missione religiosa derivano un compito, una luce e delle forze che possono servire a costruire e a consolidare la comunità degli uomini secondo la Legge divina»
(Cost. past. Gaudium et spes, 42).

«Questo vuol dire che la Chiesa, con la sua dottrina sociale, non entra in questioni tecniche e non istituisce né propone sistemi o modelli di organizzazione sociale: ciò non attiene alla missione che Cristo le ha affidato»
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, punto 68)

Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa insiste molto su questo punto…

…come se volesse richiamare l’attenzione di tutti quegli uomini di Dio (aiutatemi a chiamarli “di Dio” 😩) che:

preti politici

(Come avevo già detto qui, ogni partito ha i suoi «sacerdoti di regime», che usano il Vangelo o il Magistero della Chiesa come un menù, scegliendo/scartando in base alle “linee guida” del proprio schieramento… c’è un prete così anche nel tuo partito! ☠️)

(…e se non sai qual è quello del tuo partito, c’è una buona possibilità che ti stia coglionando a tua insaputa! 😆)

Con buona pace di costoro, il Compendio è molto chiaro:

«Sul piano delle concrete dinamiche storiche, l’avvento del Regno di Dio non si lascia cogliere, dunque, nella prospettiva di un’organizzazione sociale, economica e politica definita e definitiva. Esso, piuttosto, è testimoniato dallo sviluppo di una società umana che è per gli uomini lievito di realizzazione integrale, di giustizia e di solidarietà, nell’apertura al Trascendente come termine di riferimento per il proprio definitivo compimento personale»

(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, punto 51)

E se il discorso fosse stato troppo complesso, Giovanni Paolo II lo semplifica un po’:

«[La dottrina sociale della Chiesa] appartiene, perciò, non al campo dell’ideologia, ma della teologia e specialmente della teologia morale»

(GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Sollecitudo rei socialis, 41)

Conclusione

Diceva André Frossard (1915-1995), giornalista e saggista francese:

«Credo che il Dio cristiano sappia contare solo sino ad uno: non si interessa alle masse, non va ai congressi né tanto meno ai comizi. Si interessa solo alle persone singole, concrete. Lavora dietro le quinte, in silenzio, a tu per tu.
C’è una storia che tutti vediamo, una storia di sangue, di rumore, di furore. E ce n’è una segreta, invisibile, che soltanto ogni tanto ci capita di incrociare: è la storia della carità, dell’amore di Dio per l’uomo e dell’amore dell’uomo per Dio e per i fratelli»

(ANDRÉ FROSSARD, intervistato in VITTORIO MESSORI, Inchiesta sul cristianesimo: sei tu il Messia che deve venire?, Torino, Società editrice internazionale 1987, p. 147)

Insomma, che altro aggiungere?

Il Vangelo è fuoco.

L’ideologia (qualsiasi essa sia) è una scatola.

Non si può chiudere il fuoco in una scatola…

sale

(Primavera 2020)

Fonti/approfondimenti