Cosa sono i vangeli apocrifi?

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Ah, i famigerati vangeli apocrifi.

I vangeli nascosti.

Segreti.

Scabrosi.

Che raccontano cose turpi su Gesù e la Maddalena.

Narrano di Nicodemo che fa catcalling alla samaritana…

…di Giuda che in realtà forse era buono, ma era necessario che tradisse Gesù perché era scritto nei piani di Dio.

arca di noe

Sì, esatto, il polverone di sciocchezze è bello grande…

…ma proviamo a raccapezzarci e fare ordine:

  • Cosa sono i vangeli apocrifi?
  • Chi li ha scritti?
  • Quando sono stati scritti?
  • Ma soprattutto… perché?

1 • Che significa apocrifo?

La parola «apocrifo» viene dall’aggettivo greco apòkryfos (ἀπόκρυϕος, composto da apo “da” e kryptein “nascondere”), che significa «nascosto, occulto, segreto» (etimologia gentilmente offerta dalla Treccani).

Ma “nascosti” in che senso?

Chi ha nascosto gli apocrifi?

Lakkiesa? Er Vaticano?

vangeli apocrifi vaticano

In realtà sono proprio i vangeli apocrifi ad utilizzare il termine “segreto” (cioè “apòkryfos”) nel loro incipit:

Sono queste le parole segrete che Gesù, il vivente, ha proferito e Didimo Giuda Tommaso ha messo in iscritto.
(inizio del Vangelo copto di Tommaso, ca 140 d.C.)

Sono queste le parole segrete che il Salvatore ha detto a Giuda Tommaso e che io stesso, Matteo, ho messo per iscritto.
(incipit del Vangelo apocrifo di Giuda, ca 130-170 d.C.)

Questi misteri nascosti egli [il Salvatore] li rivelò in un silenzio […] e li insegnò a Giovanni, il quale vi prestò attenzione.
(incipit dell’Apocrifo di Giovanni, ca 120-180 d.C.)

Il motivo per cui viene utilizzata la parola “nascosto” è molto semplice: fingere che non ci sia nessuna distanza cronologica tra questi testi e gli altri del Nuovo Testamento.

In che senso?

Immaginate di vivere nel 150 dopo Cristo.

Le lettere di Paolo e gli altri Vangeli canonici circolano ormai da 50-100 anni (la prima lettera ai Tessalonicesi, che è la prima dell’epistolario paolino, è del 50-52 dopo Cristo; i Vangeli invece sono stati scritti tra il 65 e il 100 dopo Cristo).

Vi trovate per la prima volta sotto mano un Vangelo apocrifo che parla di Gesù, che però racconta episodî differenti da quelli trasmessi da Paolo o dagli evangelisti… la domanda sorge spontanea:

«Come mai questo testo, che dice cose diverse su Gesù, spunta fuori solo oggi?
Perché negli ultimi 50-100 anni nessuno ne ha mai parlato?»

La risposta è molto semplice (e se non volete scomodare la filologia, la critica del testo e l’archeologia, potete arrivarci lo stesso usando il rasoio di Occam):

«Nessuno ha mai parlato di questo testo nell’ultimo secolo perché non era ancora stato scritto!»

La risposta che invece gli autori degli apocrifi cercano di suscitare, utilizzando il termine “nascosto”, è invece:

«Questo testo è stato scritto tanto tempo fa, ma è sempre circolato di nascosto!
Di anno in anno, ci siamo tramandati questi segreti segretissimi su Gesù sussurrandoceli all’orecchio!
Se non ne hai mai sentito parlare, non è perché non esisteva… ma perché era super-nascosto

vangeli apocrifi complotti

L’espediente del «segreto» è un genere letterario tramite il quale si simula che un testo sia stato composto “in passato” e che sia circolato “di nascosto”, quando invece la sua redazione è molto più recente.

2 • Cosa sono i vangeli apocrifi?

Con questo termine ci si riferisce ad una produzione letteraria di testi che (per la maggior parte) sono stati scritti tra il II e il VI secolo d.C. e che, per contenuto e forma, sono simili ai vangeli canonici.

Alcuni di questi testi contengono una serie di detti attribuiti a Gesù (come il Vangelo di Tommaso)…

…altri invece (la maggior parte) narrano episodî scritti per soddisfare curiosità relative ad alcune parti della vita di Gesù: la sua infanzia (Protovangelo di Giacomo, Vangelo dell’infanzia di Tommaso, etc.), la sua passione e risurrezione (Vangelo di Pietro, Atti di Pilato, Vangelo di Nicodemo, etc.).

D’altronde, pure ai nostri giorni, se un brand ha successo, viene spremuto come un agrume…

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(Per le informazioni che ho riportato in questo e nel prossimo paragrafo cfr. PIERRE DEBERGÉ, «Et si les évangiles apocryphes disaient vrai?», in ALAIN MARCHADOUR (ed.), Que sait-on de Jésus de Nazareth?, Bayard, Paris 2001, 9-33, citato in PIERRE DEBERGÉ e JACQUES NIEUVIARTS, Guida di lettura del Nuovo Testamento, EDB, Bologna 2006, p.78)

3 • Cosa c’è che «non va» negli apocrifi?

Tagliando violentemente con l’accetta, le due principali “stranezze” all’interno dei vangeli apocrifi sono queste:

  • la presenza di dottrine gnostiche;
  • la ricerca di una “narrazione sensazionalistica”.

3.1 • Insegnamenti gnostici

Il termine “apocrifo” (segreto) alludeva inizialmente a una rivelazione trasmessa solo ad alcuni (non a tutti i cristiani) e che si poteva comunicare solo ad alcune persone prescelte. […] Un buon numero di essi contiene dottrine gnostiche.

(JERÓNIMO LEAL, Avvio alla Patrologia, EDUSC, Roma 2015, p. 89)

Il fatto che gli insegnamenti contenuti nei vangeli apocrifi vengano rivolti a poche persone è dovuto al fatto che molti di questi testi sono nati in ambiente gnostico (per chi non lo sapesse – Wikipedia alla mano – lo gnosticismo era un movimento filosofico, religioso ed esoterico, a carattere iniziatico, molto diffuso tra il II e il IV secolo, secondo il quale la salvezza dell’anima dipendeva da una forma di conoscenza superiore e illuminata).

Questa segretezza e questa esclusività però sono assai distanti dallo stile di Gesù, che più volte ha tenuto a ribadire che l’annuncio del Regno di Dio è rivolto a tutti:

Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto».
(Gv 18,20-21)

[…] nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
(Mt 10,26-27)

Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
(Lc 8,16)

3.2 • La “meraviglia” degli apocrifi e l’impassibilità evangelica

Nei testi degli apocrifi ci sono molti passaggi in cui viene sottolineata la dimensione meravigliosa dell’agire di Gesù…

…molti di questi episodî sono collocati durante la sua infanzia (della quale i vangeli canonici riportano pochissime informazioni); la cosa buffa è che spesso Gesù viene dipinto come un bambino violento e capriccioso:

  • a quattro anni, Gesù sta giocando con il fango presso il fiume Giordano; un altro bambino gli fa un dispetto; Gesù lo maledice e quello muore all’istante (nel Vangelo dello pseudo Matteo, cfr. M. ERBETTA (a cura di), Gli apocrifi del Nuovo Testamento. Vangeli. Infanzia. Passione. Assunzione di Maria, vol. I/2, Marietti, Casale Monferrato (AL) 1981, p.57);
  • nella stessa occasione, crea dodici uccellini di fango e, con un battito delle mani, dona loro vita e questi volano via (nel Vangelo dello pseudo Matteo, cfr. M. ERBETTA (a cura di), Gli apocrifi del Nuovo Testamento. Vangeli. Infanzia. Passione. Assunzione di Maria, vol. I/2, Marietti, Casale Monferrato (AL) 1981, p.57);
  • in un’altra occasione, un ragazzo che corre lungo la strada urta accidentalmente Gesù, e Lui – fulminandolo sul posto – lo fa cadere a terra morto; quando poi i testimoni dell’accaduto vanno a fare la spia da Giuseppe, Gesù fa perdere loro la vista (nell’apocrifo Ta paidika tou Kyriou («Le meraviglie del Signore»), cfr. M. ERBETTA (a cura di), Gli apocrifi del Nuovo Testamento. Vangeli. Infanzia. Passione. Assunzione di Maria, vol. I/2, Marietti, Casale Monferrato (AL) 1981, p.84-85).
vangeli apocrifi gesu dragonball

(Per una carrellata di altri esempi di testi apocrifi, potete leggere questo articolo di don Andrea Lonardo, che riporta molti altri passaggi divertenti)

Insomma, lo stile degli apocrifi:

  • è sensazionalistico;
  • baroccheggiante;
  • ricco di aneddoti “che strizzano l’occhio” al lettore;
  • clickbait;
  • in linea con la mitologia religiosa di quel periodo storico.

Al contrario, i quattro Vangeli canonici:

  • sono molto sobrî (i critici parlano di “impassibilità evangelica”);
  • riportano le informazioni col distacco del cronista;
  • raccontano tutti gli “eventi felici” della vita di Gesù in modo neutro, senza alcun commento personale del redattore (nessuna esultanza per la nascita del Messia, o nessuna descrizione fantasmagorica quando Gesù compie miracoli);
  • ed anche i momenti che potrebbero essere caricati di maggiore drammaticità, vengono descritti in modo impassibile: avete presente la scena della flagellazione nel film La passione di Cristo (del 2004, di Mel Gibson)? Ecco, quei 20-30 minuti carichi di tensione, nel Vangelo sono liquidati con un semplice: «Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare» (Gv 19,1). Zero sentimenti, zero pathos, zero emozioni;
  • anche dopo la Risurrezione, Gesù viene descritto banalmente nell’atto mangiare del pesce arrostito (cfr. Lc 24,36-43).

4 • Chi ha deciso quali Vangeli «vanno bene» e quali no?

Ma chi ha deciso che i quattro Vangeli sono corretti e gli apocrifi no?

«Er Vaticano»?

La Congregazione dell’Indice dei libri proibiti?

torquemada

No.

Fu la comunità cristiana stessa – quella «delle origini» – che fin da subito distinse “gli originali” dai “farlocchi”.

In che modo?

Principalmente grazie a due criterî (*).

I quattro Vangeli canonici infatti:

  • sono legati alla predicazione apostolica: ovvero, quei testi sono nati all’interno di comunità fondate dagli apostoli: una faceva capo a Giovanni, una a Matteo, una a Pietro (per il vangelo di Marco) ed una a Paolo (per il Vangelo di Luca); la testimonianza contenuta in quei Vangeli poteva essere confrontata con la predicazione apostolica che i membri delle comunità avevano ascoltato dal vivo;
  • erano utilizzati in ambito liturgico: i testi di Marco, Matteo, Luca e Giovanni (così come quelli delle lettere di Paolo) erano letti durante la preghiera e durante le assemblee delle primissime comunità cristiane.

Molti degli apocrifi venivano attribuiti ad autori famosi (gli apostoli, Giuda, Maria di Magdala, Nicodemo, etc.)… ma questo è un artificio letterario, noto come pseudoepigrafia (ovvero l’attribuzione di un’opera ad un personaggio famoso, che però non l’ha scritta, per accrescere l’autorevolezza del testo).

Già nel 170 Ireneo di Lione (ca 130 – ca 202), vescovo e teologo romano, scriveva riguardo agli gnostici che:

[…] insinuano una massa indescrivibile di scritti apocrifi e spuri, forgiati da loro stessi.

(IRENEO DI LIONE, Contro le eresie 1,20,1)

(*) (Nota di fine paragrafo: ciò che ho descritto in questo paragrafo è una sorta di “regola del nove” che la comunità cristiana ha utilizzato lungo i secoli; tuttavia la formazione del cànone della Bibbia – che definisce quali libri sono considerati “ispirati da Dio” – è stata un processo graduale, che è durato diversi secoli; ci sono due tabelline riassuntive su Wikipedia, che sintetizzano le tappe di questo processo per l’Antico e per il Nuovo Testamento)

Conclusione

Sfortunatamente gli apocrifi non contengono nessuna informazione particolarmente scabrosa, piccante, o scandalosa.

Anzi, in realtà l’iconografia cristiana ha preso in prestito dagli apocrifi molti aneddoti, poi recepiti dalla tradizione popolare… ad esempio:

  • il fatto che i nonni materni di Gesù si chiamassero Gioacchino ed Anna (informazione contenuta nel Protovangelo di Giacomo);
  • il fatto che nella stalla insieme a Gesù bambino ci fossero un asino e un bue (episodio raccontato nell’apocrifo dello Pseudo Matteo).

Spiace un po’ per i fan di Dan Brown, ma al di là di qualche episodio divertente con protagonista Gesù fanciullo (come quelli che ho citato sopra) o qualche dottrina gnostica un po’ troppo intellettualoide, gli apocrifi sono abbastanza noiosetti.

sale

(Estate 2021)

Fonti/approfondimenti