Quanti morti ha fatto l’inquisizione?

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1 • Il “genocidio” dell’inquisizione… sì, ma quanti?

Quando la gente pensa all’inquisizione, solitamente si immagina qualcosa del genere:

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L’anno scorso avevo chiesto in una storia sulla pagina di Instagram del blog:

«Secondo voi, quanti morti ha fatto l’inquisizione?»

Le risposte che mi sono arrivate oscillavano in un range che va da «non so» a «svariate centinaia di migliaia»

…proviamo dunque a vederci chiaro:

  • Si è trattato davvero di una «carneficina»?
  • Di che numeri stiamo parlando?
  • Decine? Centinaia? Centinaia di migliaia? Milioni?

Anche in questo caso, non ho potuto fare altro che andare a cercare la risposta in qualche pallosissimo libro di storia interessante monografia accademica (scegliendo i testi su cui documentarmi con le regole che avevo già specificato qui sul blog: solo libri di storici imparziali – nessun libro di apologetica o di atei anticlericali).

2 • Una raccolta di dati molto frammentata

Come spiegavo l’anno scorso, di “inquisizione” non ce n’era solo una… ma almeno tre:

  • l’inquisizione spagnola, che operava nella penisola iberica, sotto il controllo del re Ferdinando d’Aragona;
  • l’inquisizione portoghese, che – in modo simile a quella spagnola – era controllata dalla monarchia portoghese;
  • l’inquisizione romana, che operava sul territorio italiano (anche se è sbagliato parlarne in modo generico, in quanto ogni tribunale italiano si trovava in uno stato diverso – il Ducato di Milano, il Regno di Napoli, lo Stato di Firenze, etc. – e ognuno di questi seguiva regole diverse).

Immaginate dunque che casino deve essere stato, per gli storici, raccogliere dati statistici sul numero di condanne a morte da parte dei varî tribunali, destreggiandosi tra le varie scartoffie ed eventi storici…

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Nonostante tutte queste difficoltà – che alcuni studiosi serî hanno provato ad affrontare negli ultimi cinquant’anni (*) – tra il XVI secolo ed oggi sono state sparate tante cifre riguardo al numero di morti causati dalle varie inquisizioni prive di qualsiasi fondamento storiografico

(*) (Tutti consapevoli che il lavoro per tracciare un profilo statistico completo è ancora molto lungo)

3 • La fabbrica delle «fake news»

Simon Whitechapel (ho provato a cercare il suo curriculum su Google, o quantomeno qualche informazione su «chi diamine sia»… ma non ne ho trovate) nel 2002 ha scritto un libro dal titolo alquanto sensazionalistico – «Flesh Inferno: Atrocities of Torquemada and the Spanish Inquisition» – in cui sostiene che, quando Torquemada era a capo dell’inquisizione spagnola – morirono oltre 100.000 persone…

…non sono riuscito a capire da quali fonti (o studî pregressi) abbia attinto questa cifra… (senza contare che Whitechapel dichiara candidamente di avere “il dente avvelenato” nei confronti della Chiesa – a pagina 5 del suddetto libro scrive: «Fin dall’inizio dovrei mettere ben in chiaro una cosa: io disprezzo la Chiesa cattolica»)…

John Mackinnon Robertson, giornalista inglese, nel 1902 sostenne che l’inquisizione arse «quasi 200.000 persone […] in trentasei anni» (JOHN M. ROBERTSON, A Short History of Christianity, Watts & Co, London 1902, p. 290).

…anche in questo caso, ho molti dubbi sull’attendibilità di questi numeri (considerato che Robertson era un anticlericale convinto, che scrisse diversi saggi in cui arrivò a negare l’esistenza storica di Gesù – castroneria di cui avevo parlato a suo tempo qui sul blog)…

David Hunt, autore di bestseller sensazionalistici a tema religioso (anche lui col dente avvelenato contro la Chiesa) sostiene che l’inquisizione condannò oltre tre milioni di persone, «delle quali circa 300.000 furono arse sul rogo» (DAVE HUNT, A Woman Rides the Beast: The Roman Catholic Church and the Last Days, Harvest House, Eugene (OR) 1994, p. 79).

…purtroppo anche in questo caso, temo che i numeri siano frutto più di un’acidità di stomaco dovuta al suo anticlericalismo, piuttosto che ad un’indagine storica ponderata…

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…tra l’altro, questi numeri gonfiati non sono neanche un’invenzione tanto recente; già nel XVI secolo la stampa inglese ed olandese (durante i rispettivi conflitti che Inghilterra e Olanda hanno avuto contro la Spagna) contribuiva a fornire «un’immagine della Spagna come una nazione di bigotti fanatici» (HELEN RAWLINGS, L’Inquisizione spagnola, Il Mulino, Bologna 2008, p.1).

Cioè, facciamo a capirci: secondo voi quanto era attendibile e/o onesta la stampa nazista negli anni ’30 quando descriveva – non so – la Francia o l’Inghilterra?

Ecco. mutatis mutandis, vale lo stesso per le descrizioni dell’inquisizione spagnola fatte all’epoca, da parte dei suoi nemici.

Ora.

Passi che queste descrizioni distorte dell’inquisizione siano circolate nel XVI secolo (e dintorni), tra Riforme, Contro-Riforme, guerre di religione, stampa propagandistica e quant’altro…

…ma con tutti gli studî seri che stanno emergendo negli utimi decennî, se un libro moderno ancora intigna a inventare cifre come quelle degli esempi che ho fatto sopra, sta solo alimentando una fake news.

Nei prossimi tre paragrafi, sintetizzerò le informazioni che ho raccolto su:

  • quanti morti ha fatto l’inquisizione romana (click qui per saltare direttamente al paragrafo);
  • quanti morti ha fatto l’inquisizione spagnola (cliccate qui per il paragrafo sull’argomento);
  • quanti morti ha fatto l’inquisizione portoghese (link al paragrafo)

…e poi – grazie ad un complesso calcolo algebrico (una banale somma) – proveremo a calcolare il totale (ma se volete andare direttamente al paragrafo finale, saltando a pie’ pari la pippa che sto per attaccare, cliccate qui).

4 • Quanti morti ha fatto l’inquisizione romana?

L’inquisizione romana (che operava in Italia) è quella di cui è più difficile reperire dati precisi sul numero di condanne a morte.

Infatti a differenza dell’inquisizione spagnola (i cui dati erano archiviati in modo molto più ordinato e centralizzato), le scartoffie dei varî tribunali italiani erano per lo più sparpagliate presso le sedi delle inquisizioni locali (Milano, Napoli, Firenze, Venezia, etc.), e solo poche di esse raggiungevano l’archivio centrale del Sant’Uffizio a Roma (*).

(*) (Senza contare che sia i giacobini alla fine del XVIII secolo, sia i saccheggi durante le guerre napoleoniche, hanno causato la distruzioni e/o la perdita di tantissimo materiale…)

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Per questo motivo, gli studî più rigorosi che raccolgono dati statistici sull’«inquisizione romana» non prendono in considerazione l’intero territorio italiano, ma l’attività di specifici tribunali locali per capire “cosa ha combinato il tribunale X” in un preciso lasso di tempo…

…facciamo qualche esempio:

  • Da una stima sembrerebbe che a Venezia, tra il 1553 e il 1588, ci siano state 14 esecuzioni capitali, a cui vanno aggiunte 4 morti in carcere e 4 estradizoni di condannati che poi sarebbero stati giustiziati a Roma tra il 1555 e 1593 (cfr. PAUL F. GRENDLER, L’inquisizione romana e l’editoria a Venezia, Il veltro, Roma 1983);
  • Nella seconda metà del ‘500 a Milano ci sono state 12 esecuzioni capitali per eresia (questi dati però si basano su una documentazione parziale) ed una a Modena nel 1567 (DOMENICO MASELLI, Saggi di storia ereticale lombarda al tempo di S. Carlo, Società editrice napoletana, Napoli 1979);
  • Nei documenti di un Arciconfraternita che a Roma accompagnava spiritualmente i condannati a morte fino all’esecuzione sono stati trovati i nomi di 97 condannati tra il il 1542 e il 1761 (DOMENICO ORANO, Liberi Pensatori Bruciati in Roma Dal XVI Al XVIII Secolo, Tipografia dell’unione Cooperativa ed., Roma, 1904);
  • Tra il 1551 e il 1647 comparvero a processo nel tribunale di Aquileia-Concordia mille imputati; di questi solo 4 furono condannati a morte (LUIGI DE BIASIO, MARIA ROSA FACILE, 1000 processi dell’Inquisizione in Friuli (1551-1647), Centro di catalogazione dei beni culturali della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Udine 1976 (quaderno n.4));
  • Negli anni 1537/1572 in Sicilia le condanne a morte furono 22: 17 protestanti, una donna ebrea e 4 apostati all’Islam che furono catturati a Lepanto; invece negli anni 1573/1618 le condanne furono 10: sette luterani, due calvinisti e un materialista (CARLO ALBERTO GARUFI, Fatti e personaggi dell’Inquisizione in Sicilia, Sellerio, Palermo 1978).

Insomma, che dire?

Ci sono ancora molti documenti da studiare; e bisognerà sempre tener conto che molto materiale è andato perduto…

…ma in tutti i libri che ho letto a riguardo appare chiaro che:

…sebbene si pensi generalmente il contrario, solo una piccola percentuale di procedimenti inquisitoriali si concludeva con una condanna a morte. Il rogo era riservato a tre principali categorie di rei: i pertinaci, non disposti in nessun caso a riconciliarsi con la Chiesa; i ricaduti, giudicati colpevoli già in passato di eresia formale; e chi aveva cercato di sovvertire alcuni capisaldi dottrinali del cattolicesimo, come la verginità della madre di Cristo e la divinità del figlio di Dio.
[…]
In pratica [però] mi sono imbattuto in un grandissimo numero di casi in cui persone riconosciute colpevoli delle eresie citate […] furono condannate a pene di minore gravità.

(JOHN TEDESCHI, Il giudice e l’eretico. Studi sull’inquisizione romana, Vita e Pensiero, Milano 1997, p. 119-120)

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4.1 • Vabbè, non c’è un numero preciso… ma non si può fare una stima?

Andrea Del Col (classe ’43) è uno storico italiano.

Dalla sua scheda personale su Ereticopedia.org, potete constatare che è uno specialista in materia: tra i suoi tanti incarichi, dirige il Centro di ricerca sull’Inquisizione dell’Università di Trieste.

Dal suo curriculum potete constatare che non è certo un baciapile.

Bene.

Nel 2006 ha pubblicato un bel tomozzo (di 963 pagine) che contiene il frutto delle sue indagini (L’Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Oscar Mondadori, Milano 2006)…

…i suoi dati si basano anche sulla recente apertura dell’Archivio del Sant’Uffizio di Roma nel gennaio 1998 (l’apertura fu disposta dall’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, secondo le intenzioni di papa Giovanni Paolo II)…

Stando ai suoi studi, Del Col ha calcolato che la percentuale di condanne a morte da parte dall’inquisizione romana va dal’1,6 al 2,4% del totale dei processi (cfr. il suo libro che ho menzionato, p.781-782).

Quindi ha raccolto dati relativi al numero di processi che ci sono stati nei varî tribunali italiani.

Avendo a disposizione questi due numeri, infatti, si può ottenere il totale di condanne a morte da parte dell’inquisizione romana:

[ Percentuale di condanne a morte nei processi ] x [ Numero di processi ] = [ Numero di condanne a morte

(Lo so che il calcolo è banale, ma meglio specificare, ché non si sa mai)

Insomma, città per città:

  • Venezia: tra il 1541 e il 1794 ci sono stati 3497 accusati (mancano però i verbali del periodo 1592-1615; dunque, per approssimazione, si arriva a circa 4400);
  • Udine (Aquileia e Concordia): fino al 1798 ci sono stati 3136 accusati;
  • Modena: tra il 1541 e il 1784 ci sono stati 5464 accusati (tra questi ci sono anche i casi di Ferrara del 1599);
  • Siena: tra il 1580 e il 1787 ci sono stati 6893 accusati;
  • Napoli: circa 4390 (con una stima analoga a quella di Venezia per i “buchi”);
  • Etc.

…per un totale complessivo che si aggira tra i 51.000 e i 75.000 processi («processi», non «condanne a morte»).

(per tutti questi numeri cfr. CHRISTOPHER F. BLACK, Storia dell’Inquisizione in Italia. Tribunali, eretici, censura, Carrocci, Roma 2018, p.211-212)

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…insomma…

…utilizzando la formuletta che ho scritto sopra, Del Col stima che le condanne a morte sotto l’inquisizione romana furono circa 1250 (cfr. ANDREA DEL COL, L’Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Oscar Mondadori, Milano 2006, p.779-782).

Christopher Black (storico inglese, professore emerito all’Università di Glasgow) aggiunge che:

Il numero di persone realmente giustiziate dall’Inquisizione romana è piuttosto basso rispetto agli standard della pena capitale nel complesso delle società dell’epoca, anche se la perdita della documentazione di molti tribunali impedisce una stima definitiva.

(CHRISTOPHER F. BLACK, Storia dell’Inquisizione in Italia. Tribunali, eretici, censura, Carrocci, Roma 2018, p. 160)

5 • Quanti morti ha fatto l’inquisizione spagnola?

Per quanto riguarda l’inquisizione spagnola, i dati a disposizione sono stati assai più facili da reperire per gli storici.

Questo perché:

  • a differenza dell’Italia (che era divisa in micro-stati), il territorio spagnolo era sotto il controllo di un’unica monarchia;
  • l’inquisizione spagnola aveva un eccellente sistema burocratico per il quale tutti i tribunali locali dovevano inviare delle «relazioni annuali» alle rispettive sedi centrali.

Tutti i libri che ho letto (cfr. bibliografia) concordano sul fatto che la percentuale di condanne a morte nei processi dell’inquisizione spagnola fu del 6%.

E dato il vastissimo materiale a disposizione, anche la stima del numero di processi dell’inquisizione spagnola è molto precisa: si parla di circa 200.000 processi nei suoi tre secoli e mezzo di esistenza (1478-1834).

Calcolatrice alla mano, dunque, le condanne a morte da parte dell’inquisizione spagnola si aggirano intorno alle 12.000 (cfr. DEL COL 2006, p.779-782; BLACK 2018, p.213).

…non so quanti di questi furono processati sotto il famigerato Tomás de Torquemada

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5 • Quanti morti ha fatto l’inquisizione portoghese?

Per quanto riguarda l’inquisizione portoghese (che come al solito non si fila nessuno) la percentuale di condanne è simile a quella spagnola – dunque circa il 6% (*).

(*) (Questa percentuale – “stranamente” alta per questa inquisizione così “sconosciuta” – probabilmente dipende dal fatto che una buona fetta della popolazione portoghese era formata da «conversos», molti dei quali erano emigrati in Portogallo dopo l’espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492, cfr. MONTER 1992)

I processi ovviamente furono meno di quelli spagnoli (l’inquisizione portoghese si articolava in tre tribunali europei più un tribunale oltreoceano; senza contare che la popolazione del Portogallo era assai inferiore a quella spagnola): gli studiosi stimano che nei 250 anni circa della sua esistenza, l’inquisizione portoghese ebbe un numero di processi compreso tra 30.000 e 45.000

…per un numero di condanne a morte che oscilla tra 1800 e 2700 (cfr. DEL COL 2006, p.779-782; BLACK 2018, p.213).

6 • Le proporzioni contano

Complessivamente, quindi, le tre inquisizioni, hanno causato la morte di circa 15.000/16.000 persone.

Sono tante o sono poche?

Il fatto che anche solo una persona venga accusata ingiustamente, detenuta e – ahimé – condannata a morte è una cosa terribile.

Molte delle vittime erano criminali che anche ai nostri giorni sarebbero state punite severamente (ladri, fraudolenti, assassini, stupratori); altre no (eretici, “moriscos”, “marranos”).

Ciò non toglie che si siano verificate molte ingiustizie nei varî tribunali dell’inquisizione…

…ma…

…ma…

…ma…

…proviamo a fare una proporzione.

L’inquisizione (romana, spagnola e portoghese) è esistita per circa tre secoli e mezzo.

E a causa sua sono morte 15.000 persone.

Anzi! Teniamoci larghi rispetto a quello che hanno detto tutti gli storici che ho menzionato: arrotondiamo a 20.000 morti e tagliamo la testa al toro.

20.000 morti in 350 anni fanno circa 57 morti ogni anno.

Senza andare a scomodare Hitler (secondo una stima dell’United States Holocaust Memorial Museum, i morti a causa del nazismo oscillano tra i 15 e i 17 milioni), Stalin (non disponiamo di cifre ufficiali sulle vittime del comunismo sovietico, ma le stime di molti storici parlano di svariate decine di milioni di morti) o qualche altro dittatore fuori di testa del ‘900, vorrei portare alla vostra attenzione altre due vicende storiche.

6.1 • Enrico VIII e la chiesa anglicana

Ve lo ricordate Enrico VIII (1491-1547)?

Era quel re inglese che si arrabbiò con papa Clemente VII perché non gli concesse il permesso di divorziare… e per ripicca fondò la Chiesa anglicana, di cui si proclamo «Primate».

Con il First Succession Act del marzo 1534, Enrico ordinò ai suoi sudditi di accettare il suo nuovo matrimonio con Anna Bolena in quanto «undoubtful, true, sincere, and perfect» (potete leggerne qui il testo completo)…

…e condannò a morte come eretici tutti quelli che non accettarono tale atto, insieme a molti avversari politici e potenziali rivali al trono.

Nella carneficina che Enrico VIII perpetrò durante i suoi 36 anni di regno, si stima che morirono tra le 57.000 e le 72.000 persone (tra le vittime che persero la testa ci sono anche due delle sue sei mogli – andate a controllare su Wikipedia se non mi credete) (*)

(*) (Purtroppo questi numeri non sono precisi, trattandosi di una stima: a differenza delle varie inquisizioni – che tenevano verbali dei processi e scartoffie a non finire – Enrico VIII ha fatto un po’ “il cavolo che gli pareva”, senza troppa “burocrazia inquisitoriale”)

enrico viii condanne a morte

(Comunque, se volete approfondire su Enrico VIII, mi è capitato sotto il naso il libro «Inside the Tudor Court: Henry VIII and His Six Wives Through the Writings of the Spanish Ambassador Eustace Chapuys» della storica inglese Lauren Mackay, specializzata nel periodo Tudor e nel mondo della prima età moderna… non ho letto il libro, ma il titolo mi ispira…)

6.2 • Liberté, Égalité, Fraternité… e il Regime del Terrore

Il Regime del Terrore è quel periodo successivo alla Rivoluzione Francese che va dal 5 settembre 1793 al 28 luglio 1794 (una durata complessiva inferiore ad un anno).

In questo periodo – al grido di «Liberté, Égalité, Fraternité» – fu condannato a morte un numero impressionante di persone: avversari politici, “nemici della libertà”, sacerdoti, suore e via dicendo…

…anche in questo caso (come per Enrico VIII) i numeri non sono precisi; uno studio molto dettagliato riguardo queste cifre è quello di Donald Greer, storico francese, nato nel 1896.

Greer calcola che il Tribunale rivoluzionario (e le varie altre “corti di giustizia”) condannò alla ghigliottina 16.594 persone (cfr. DONALD GREER, The Incidence of the Terror during the French Revolution: A Statistical Interpretation, Harvard University Press, Cambridge (USA), 1935).

Se a queste si aggiungono le varie vittime delle esecuzioni senza sentenza – cosa che avvenne in particolare nelle repressioni di Lione e di Tolone – il numero di morti sale a 35.000/40.000 (cfr. ALBERT SOBUL, Storia della Rivoluzione francese, Rizzoli, Milano, 1997, p. 349).

Q-u-a-r-a-n-t-a-m-i-l-a!

In meno di un anno!

«Liberté, Égalité, Fraternité»? Come dicono i cattedrati inglesi: «A facc’ ro cazz!»

Conclusione

Purtroppo, dopo il paragrafo sulle «proporzioni» ho paura che qualcuno mi darà del «benaltrista»

…che dire?

Ho cercato di recuperare fonti più oneste possibile sull’inquisizione (o almeno, questa è stata la mia impressione leggendole)…

…ed ho provato (per quanto possibile) a sentire “più di una campana”, per tentare di avere un quadro meno approssimativo possibile…

…insomma, se qualcuno crede che questo lavoro sia stato fatto in cattiva fede, mi arrendo 😅…

sale

(Primavera 2021)

Fonti/approfondimenti

(Postilla finale per i più scrupolosi e/o diffidenti: oltre ai libri che ho messo in bibliografia, la questione «quanti morti ha fatto l’inquisizione?» può essere ulteriormente approfondita su questi altri testi qui – che a onor del vero non ho letto, ma me li segno qui sotto come promemoria per il futuro…)

  • JAIME CONTRERAS, GUSTAV HENNINGSTEN, Forty-four Thousand Cases of the Spanish Inquisition (1540-1700): Analysis of a Historical Data Bank, in GUSTAV HENNINGSTEN, JOHN TEDESCHI (a cura di), The Inquisition in Early Modern Europe: Studies on Sources and Methods, Northern Illinois University Press, DeKalb 1986, p. 100-129
  • JAMES B. GIVEN, Inquisition and Medieval Society: Power, Discipline, and Resistance in Languedoc, Cornell University Press, Ithaca, NY 1997
  • STEPHEN HALICZER, Inquisition and Society in the Kingdom of Valencia. 1487-1834, University of California Press, Berkeley 1990
  • GUSTAV HENNINGSTEN, L’avvocato delle streghe: stregoneria basca e Inquisizione spagnola, Garzanti, Milano 1990
  • BRIAN P. LEVACK, La caccia alle streghe: in Europa agli inizi dell’età moderna, Laterza, Roma 1988
  • WILLIAM E. MONTER, Frontiers of Heresy: The Spanish Inquisition from the Basque Lands to Sicily, Cambridge University Press, Cambridge 1990
  • J.PEREZ VILLANUEVA, La Inquisiciòn Espanola. Nuoeva Visiòn, Nuevos Horizontes, Madrid, 1980
  • BARTOLOMÉ BENNASSAR, L’Inquisition Espagnole, XIe-XIXe siècle, Parigi, 1979