Quanto è potente la Chiesa?

1 • Teorie del complotto

Penso che la maggior parte dei miei amici siano persone “equilibrate” (tranne te, Niccolò… tu sei fuori con l’accuso!)

Gente che crede che l’atterraggio sulla Luna sia avvenuto per davvero, che la Terra è tonda e che ruota intorno al Sole …e che si fa una risata di fronte alle varie teorie del complotto, cospirazioni, rettiliani e via dicendo…

E fin qui, tutto nella norma…

La cosa buffa però è che alcuni di loro sono seriamente persuasi del fatto che “er Vaticano”, insieme agli Illuminati, ai cultisti di Ghatanothoa e a non so quale altra Loggia massonica o religione ancestrale, si divida segretamente il controllo del mondo

teoria del complotto

2 • Il potere del Vaticano

Partendo da questi (presunti) intrighi di corte riguardo la situazione geo-politica del globo, riflettevo su questo: anche all’infuori del contesto dei miei amici, molte persone sono convinte del fatto che la Chiesa cattolica al giorno d’oggi abbia ancora un qualche tipo di potere (a parte quello “spirituale”, intendo).

In molti credono che il Papa (o peggio ancora, qualcuno dietro le quinte, nascosto nell’ombra, in Vaticano) abbia una voce in capitolo nelle dinamiche di “come giri il mondo”.

Secondo costoro, alcuni dei mezzi con i quali la Chiesa eserciterebbe questo potere nascosto sarebbero:

  • la visibilità mediatica: basti pensare alla RAI, che ogni domenica ci propina quelle celebrazioni liturgiche interminabili
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  • la disponibilità economica: “cometuttisanno” ® le ricchezze della Chiesa ammontano a cifre con un numero incalcolabile di zeri…
  • a livello psicologico: ottenebrando le menti di tutti i suoi seguaci, e alimentando paure primordiali – in primis, quella di finire all’Inferno; su quest’ultimo punto poi la Chiesa sembrerebbe avere ottenuto una vittoria pressoché schiacciante
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Senza pretesa di esaustività, in questa pagina mi piacerebbe toccare un paio di questi punti.

In particolare, dato che le persone che sono spaventate dal potere della Chiesa, ne parlano – a me sembra – come se fosse una multinazionale, mi voglio soffermare sui due punti che (a mio avviso) conferiscono maggior potere ad un’azienda:

  • La visibilità / influenza mediatica
  • La ricchezza

Niente di particolarmente complesso: giusto qualche dato per raccapezzarsi sulle proporzioni e sull’ordine di grandezza dei numeri di cui stiamo parlando…

3 • La Chiesa e i media

3.1 • La televisione

Purtroppo non sono riuscito a trovare dei dati attendibili riguardo lo share delle trasmissioni RAI di carattere religioso (Messe, viaggi apostolici del Papa, etc.), quindi su questo punto mi limiterei ad un paio di considerazioni basate sul buon senso

Wikipedia definisce il buon senso come “capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza una situazione”

Ecco, provate a pensare a questi due aspetti:

  • l’età media delle persone che normalmente guardano l’Angelus del Papa (o trasmissioni simili) in televisione;
  • il numero delle persone che guardano queste trasmissioni;

…chiudete gli occhi e immaginate la scena…

…riaprite gli occhi…

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Insomma, secondo me il discorso sull’indottrinamento televisivo lascia un po’ il tempo che trova…

Al massimo si potrebbe discutere, con alcuni paladini della laicità, sul fatto che una rete pubblica trasmetta una funzione religiosa di una particolare religione, e di altre no.

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A detta di questi campioni della cosa pubblica, per difendere i diritti di tutto il Pantheon e la “par condicio”, bisognerebbe – non so – mostrare ogni religione in televisione per un tempo equivalente?

E dato che ciò è oggettivamente impossibile, bisognerebbe propendere per la seconda opzione: niente religione in tv.

Per quanto (a mio avviso) il discorso sia interessante, ho poca fiducia nell’esito positivo di queste discussioni.

Per un semplice motivo: molti degli indignados che chiedono lo stato laico, in realtà non vogliono uno stato laico, ma uno stato ateo.

stato laico stato ateo

3.2 • La radio

Se c’era una cosa che mi seccava da morire quando andavo in palestra, era il fatto che io avrei voluto ascoltare in santa pace la musica dal mio mp3, ma c’era sempre la radio della sala pesi col volume a palla a importunarmi:

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Ovviamente, sto scherzando: i canali radio che passavano in palestra erano ben altri

Cercando su Google, è facile trovare i dati relativi alle radio più ascoltate negli ultimi anni.

Ad esempio, nel 2014, la classifica era la seguente:

  • RTL 102.5 (6.805.000 ascoltatori nel giorno medio)
  • Radio Deejay (4.689.000)
  • RDS (4.663.000)
  • Radio Italia (4.550.000)
  • Radio 105 (4.445.000)

Per la cronaca, Radio Maria all’epoca si trovava al 14° posto (1.382.000 ascoltatori – vi lascio immaginare l’età media).

Nel 2018, cambia leggermente la top 5, ma più o meno stiamo lì; Radio Maria invece è uscita dalle prime venticinque posizioni (la 25° era Radio Margherita, con 629.000 ascoltatori).

3.3 • Internet

(Piccola parentesi tecnica per i non-nerd: su internet ci sono alcuni software, che consentono di stimare il traffico di un sito: quante persone si connettono ogni giorno, in che modo quel sito si posiziona su Google sulle parole chiavi più importanti della sua categoria, e così via)

Mi sono divertito a cercare su SeoZoom (uno di questi software) le stime di traffico mensile di alcuni siti molto famosi (poiché SeoZoom è made-in-Italy, le stime che calcola sono geolocalizzate: si tratta di traffico proveniente dall’Italia, non dal mondo intero).

Questi sono i dati usciti fuori per i principali quotidiani italiani:

  • Repubblica.it 26.8 milioni
  • Corriere 15.5 milioni
  • Il Messaggero 5.1 milioni
  • IlFattoQuotidiano.it 6 milioni
  • Il Sole 24 ore 4.2 milioni

…e questi quelli di alcuni portali di informazione cattolici:

  • Avvenire.it 372.000 (ndr. trecentosettantaduemila eh, non milioni)
  • Vatican.va 209.000 (idem con patate)
  • Aleteia.org 187.000

Riporto, a titolo informativo, anche i numeri di alcuni social network:

  • Youtube.com 113.8 milioni
  • Facebook: 92.9 milioni
  • Instagram: 16 milioni (credo che il dato relativo a Instagram non faccia tanto testo, perché la gente si connette dall’app e non da browser)

(Non serviva SeoZoom per scoprirlo, ma i social hanno numeri che sorpassano di gran lunga anche i principali quotidiani).

Per quanto riguarda i social, mi sembra superfluo fare una classifica delle pagine più seguite su Facebook e su Instagram. O dei canali più seguiti su Youtube.

Tiro a indovinare: non credo proprio siano quelle della Santa Sede, di qualche prete o movimento carismatico

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4 • La ricchezza della Chiesa

4.1 • Lo IOR

La ricchezza della Chiesa – come tutte le ricchezze – ha sempre solleticato la fantasia di molti… un po’ come la piccola cassa d’oro che Bilbo aveva accettato come dono, al termine del suo viaggio con la compagnia di Thorin Scudodiquercia… tant’è che nell’incipit del Signore degli Anelli leggiamo:

«Le ricchezze portate dal viaggio erano diventate leggendarie, ed il popolo credeva, benché ormai i vecchi lo neghino, che la collina di Casa Baggins fosse piena di grotte rigurgitanti di tesori»

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Prima o poi avrò modo di parlare qui sul blog del rapporto tra Chiesa e ricchezze (partendo dalla domanda filosofica – ovvero se sia lecito che la Chiesa possieda dei beni materiali – fino ad arrivare alle domande da fraschetta di Ariccia sull’8xMille, lo IOR, l’attico di Bertone, e via dicendo)…

…adesso però ci stiamo occupando del potere della Chiesa legato ai soldi. E per far questo, a mio avviso, è sufficiente tirare fuori i numeri: tra 8×1000, Obolo di San Pietro, IOR, etc… i numeri più famigerati di tutti credo che siano quelli dello IOR.

Lo IOR (acronimo di “Istituto per le Opere di Religione”) comunemente noto come “banca vaticana”, in realtà è un istituto privato all’interno del territorio del Vaticano.

Statuto alla mano, esso ha il compito di:

«provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili e immobili […] destinati a opere di religione e carità»

Senza entrare nel merito degli scandali e di qualche abuso avvenuto nel corso del tempo (di cui parleremo in un altro contesto), andrei dritto al punto.

Il fatturato dello IOR è di 6,3 miliardi di euro (dato del 2016), con un utile netto di 36 milioni (non miliardi! – vedi sotto) di euro.

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Con questa cifra da capogiro basterebbe (a detta di qualcuno) uno schiocco di dita perché la Chiesa sia in grado di far valere la sua posizione in campo mediatico, tirando acqua al proprio mulino su una qualsiasi tematica a lei cara…

4.2 • Le proporzioni contano

Tuttavia, confrontare il reddito di un istituto bancario (lo IOR) con quello di un privato cittadino non mi sembra il massimo della ragionevolezza.

L’ideale sarebbe fare un confronto con i fatturati di altre realtà di dimensioni simili: altre banche, multinazionali, holding, enti che agiscono su “fette di mercato” e via dicendo.

Facciamo un esempio terra terra: «Se la Chiesa volesse fare una “violenta campagna di indottrinamento” su (che ne so?) la castità prima del matrimonio, quello dello IOR sarebbe il budget che ha a disposizione per fare pubblicità, assoldare influencer e così via (in realtà i soldi dell IOR servono a tutt’altro… ma facciamo finta che…)… ora vediamo quali sarebbero i mezzi economici degli “altri” per «contrastare questa ingerenza ecclesiastica retrograda e medioevale»

Ecco qualche termine di paragone:

  • Si stima che l’industria pornografica fatturi ogni anno tra i 6 e i 15 miliardi di dollari (non si hanno numeri precisi, essendo una fetta di mercato alquanto complessa – che opera spesso ai limiti della legalità, con frequenti casi di abusi e violazione dei diritti umani)
  • Netflix nel 2018 ha fatturato 15,79 miliardi di dollari
  • Nel 2016 il mercato della chirurgia estetica ha fatturato 16 miliardi di dollari
  • Facebook nel 2017 ha avuto un fatturato di 40,65 miliardi e un utile netto di 20,22 miliardi

La cosa buffa è che i numeri che ho detto finora sono veramente bruscolini: se volete leggere la classifica delle aziende con fatturato maggiore al mondo (in questo caso parliamo veramente di cifre astronomiche) vi lascio qui il link alla pagina di Wikipedia

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4.3 • L’anello del Papa

Qualche anno fa – quando era esplosa la polemica mediatica riguardo al debito pubblico in Italia – si era diffusa a macchia d’olio una serie di MEME nei quali si suggerivano soluzioni per sanare tale debito (noi italiani siamo un popolo pragmatico).

Uno dei più diffusi era stato il seguente:

«Vendiamo l’anello d’oro del Papa per sanare il debito pubblico»

(C’era anche la variante filantropica: «Vendiamo l’anello del Papa per sfamare il Congo!»)

Presumo che un po’ tutti sappiano che l’anello del Papa è composto da un quantitativo di oro pari a due fedi nuziali (l’anello inoltre, viene rotto alla morte di un Pontefice, e l’oro viene riutilizzato per forgiare l’anello del Papa successivo).

Il debito pubblico invece, ad aprile 2019, ammontava a 2373 miliardi di euro (i cui interessi compositi costano all’Italia altri 80 miliardi di euro all’anno).

Penso che se anche prendessimo tutti i soldi dell’8×1000 della Chiesa (1,13 miliardi nel 2019), tutto il fatturato dello IOR (6,3 miliardi nel 2016), tutto l’obolo di San Pietro (78 milioni di dollari nel 2013) e ci aggiungessimo – non so – tutti i possedimenti mobili e immobili della Chiesa (mi invento una cifra: 50 miliardi? 100 miliardi? 200 miliardi? Voi quanto la valutate la basilica di San Pietro? E San Luigi dei Francesi? La “Vocazione di San Matteo” la vendiamo a parte? (*) ) copriremo forse il 2% del debito pubblico…

(*) (Ma secondo voi si può davvero pensare di vendere un’opera d’arte? Togliere un Caravaggio da una Chiesa – dove è gratis, a disposizione di tutti – per farlo finire nella collezione di un privato?)

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Conclusione

Quali sono i canali di Youtube che si preoccupano di quello che dice il Vangelo e la Chiesa?

Quali sono le pagine di Facebook?

Quali sono i film?

Le serie di Netflix?

Quali sono le pubblicità?

Tra le mode del momento, quelle intorno a cui girano i soldi, gli indici di borsa, i tassi di interesse composti (tra le quali – a naso – inserirei: materialismo edonista, consumismo, relativismo, libertinismo, pansessualità, etc.), non mi risulta che il Vangelo sia ‘sto grande investimento finanziario

Insomma, sarò ingenuo io, ma a me sembra proprio che il potere sia altrove

sale

(Estate 2019)