La Chiesa è contro la scienza?

Condividi sui social:

Che rapporto c’è tra scienza e fede?

La religione cristiana, nel corso della storia, è stata di ostacolo alla ricerca scientifica?

Senza il Medioevo e la Chiesa Cattolica, a quest’ora avremmo colonizzato Marte, inventato il teletrasporto e scoperto la cura per i tumori?

chiesa e scienza problema coreano

1 • Lo «scontro» tra scienza e fede

Nonostante ci siano un sacco di bei vespai riguardo al rapporto tra scienza e fede, come:

  • la diatriba tra creazionismo ed evoluzionismo (di cui ho parlato qui)
  • il processo di Galileo Galilei (di cui ho parlato qui, qui e qui)
  • temi delicati di bioetica
  • se sia nato prima l’uovo o la gallina

In questa pagina vorrei soffermarmi solo su due (s)punti:

  • come è nata la scienza?
  • perché è nata la scienza?

2 • Come è nata la scienza?

Sicuramente, tutti abbiamo sentito parlare della “rivoluzione scientifica”.

Forse però non tutti sanno che l’enorme progresso che si ebbe in quel periodo (intorno al XVI secolo), non fu ottenuto “in contrasto con il buio, retrogrado ed oscurantista Medioevo”, ma fu semplicemente la continuazione del normale progresso che era in atto già da diversi secoli.

Sembrerà un po’ scontato dirlo, ma il progresso scientifico ha avuto le sue radici nelle università, che sono nate del Medioevo (come le cattedrali, i parlamenti, i mulini a vento, le bussole, i pozzi artesiani, gli aratri pesanti, la stampa a caratteri mobili e un sacco di altre cose che potete verificare sulla laicissima Wikipedia).

Ma come diceva Einstein: «È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio».

2.1 • Niccolò Copernico: genio incompreso?

L’inizio della rivoluzione scientifica è solitamente attribuito a Niccolò Copernico (1473-1543).

Sulla questione, ci ho scritto una pagina apposita sul blog. Per chi fosse interessato, può approfondire lì.

Per tutti i pigri che non hanno cliccato il link faccio un riassunto: all’epoca di Copernico, la cosiddetta esegesi biblica (ovvero l’interpretazione delle Scritture) era spesso imprecisa, e molti passi della Bibbia erano interpretati (erroneamente) in modo letterale.

Per questo motivo, quando “spuntò fuori” l’eliocentrismo, che contraddiceva espressamente un brano del capitolo 10 del libro di Giosuè (in cui Giosuè prega Dio chiedendogli di «fermare il movimento del sole»), molti esegeti credettero che questa «teoria» fosse un’eresia.

Con buona pace del povero Copernico:

niccolo copernico

Secondo una certa diceria, Copernico sarebbe stato un genio isolato che in qualche modo scoprì – contrariamente a quanto credevano tutti – che la Terra gira attorno al Sole.

In realtà però quest’idea non gli piovve “dal cielo”: la teorizzazione del modello eliocentrico non fu nient’altro che il passo successivo di una lunga sequenza di scoperte, iniziata nei secoli precedenti da suoi illustri (e alquanto religiosi) colleghi.

Ne nomino qualcuno a titolo di esempio:

  • Robert Grosseteste (1175-1253): vescovo di Lincoln, teologo, scienziato e statista («Il vero fondatore della tradizione del pensiero scientifico nella Oxford medioevale», come disse lo storico della scienza Alistair Cameron Crombie);
  • Albert von Lauingen (aka: Alberto Magno) (1206-1280): vescovo di Ratisbona, filosofo e biologo («Forse il miglior botanico sperimentale dell’intero Medioevo», stando allo storico della scienza David C. Lindberg);
  • Roger Bacon (aka: Ruggero Bacone) (1214-1294): frate francescano, scienziato e alchimista (uno dei padri dell’empirismo);
  • Nicole d’Oresme (1323-1382): vescovo di Lisieux, matematico, fisico, astronomo, economista (affermò che la Terra ruota attorno al proprio asse);
  • Nikolaus Krebs von Kues (aka: Niccolò Cusano) (1401-1464): cardinale della Basilica di San Pietro in Vincoli, matematico e astronomo (dedusse che gli esseri umani non possono fidarsi della loro percezione che la Terra sia ferma nello spazio);

Insomma, alle origini della scienza moderna è presente un discreto numero di persone curiosamente religiose…

umorismo di dio

E anche nei secoli successivi, il trend è stato più o meno questo: Johannes Kepler (aka: Giovanni Keplero, 1571-1630, quello delle leggi sul movimento dei pianeti) scriveva che:

L’obiettivo principale di tutte le investigazioni del mondo esterno dovrebbe essere scoprire l’ordine razionale e l’armonia che Dio gli ha dato e che ci ha rivelato nel linguaggio della matematica.

E ancora, Robert Boyle (1627-1691, quello delle leggi della termodinamica), nelle sue ultime volontà scrisse ai membri della “Royal Society” di Londra augurando loro di continuare ad avere successo nel «lodevole tentativo di scoprire la vera natura delle Opere di Dio».

3 • Perché è nata la scienza?

La seconda domanda che mi ponevo è questa: perché è nata la scienza?

Come mai l’uomo ha iniziato a studiare la natura, dando per scontato il fatto che il mondo fosse “razionale”?

Come mai questa convinzione si è radicata così in profondità presso alcuni popoli, molto prima che presso altri?

Dove è nata l’idea che ci fossero delle “leggi” che regolavano i fenomeni fisici?

Forse adesso queste cose le diamo tutti un po’ per scontate: come se sia stata una necessità storica il fatto che l’uomo, a un certo punto, si sia messo a ragionare sulla natura…

cambio di prospettiva

3.1 • L’«oscuro e retrogrado» Medioevo

Senza stare a tirare in ballo i piselli di Gregor Mendel (che – come dicevo prima en passant – era un monaco agostiniano), che risalgono al XIX secolo, questo modo di ragionare aveva cominciato a diffondersi nel Medioevo

Il più grande contributo della filosofia medioevale alla nascita della scienza fu la convinzione granitica che ci fosse un segreto dietro la Natura; un segreto che poteva essere svelato.

Questa idea deriva dall’insistenza della filosofia cristiana sulla razionalità di Dio (*).

A titolo di esempio, ecco il pensiero di alcuni cristiani, sparsi nel corso dei secoli, riguardo a fede, ragione, natura e scienza:

  • «Non pensate che diciamo che queste cose (ndr. le dottrine cristiane) devono soltanto essere accettate per fede, ma anche che devono essere sostenute dalla ragione. Perché certamente non è sicuro affidare queste cose alla nuda fede senza ragione, poiché sicuramente la verità non può essere senza ragione.»

    (CLEMENTE, quarto papa, I secolo d.C., Riconoscimenti Clementini, 2, 69)

  • «La natura non è altro che il piano di un Artista, e di un Artista divino, iscritto all’interno delle cose, grazie al quale si muovono verso un fine determinato, come se il costruttore di una nave potesse fornire ai pezzi di legno la capacità di muoversi da sé per la produzione della forma della nave»

    (TOMMASO D’AQUINO, XIII secolo; da In octo libros Physicorum Aristotelis expositio, Marietti, Torino-Roma, II, c. 8, l. 14, p. 268)

  • «…procedendo di pari dal Verbo divino la Scrittura sacra e la natura, quella come dettatura dello Spirito Santo, e questa come osservantissima esecutrice de gli ordini di Dio»

    (GALILEO GALILEI, XVI secolo, dalla Lettera a P. Benedetto Castelli del 21 dicembre 1613)

  • «Poca scienza allontana da Dio, molta vi riconduce»

    (LOUIS PASTEUR… di questa citazione però mi manca il riferimento… se qualcuno fosse così gentile da trovarlo, caffè pagato)

3.2 • Una religione un po’ troppo terrena

Qualche mese fa leggevo in un libro di Rodney Stark (un sociologo e accademico statunitense) una considerazione molto interessante.

Sosteneva che in molte religioni estranee al contesto giudaico-cristiano non c’erano i presupposti per la nascita della scienza; molte di esse infatti, ad esempio:

  • presentano immagini di Dio troppo impersonali o irrazionali;
  • non ipotizzano alcuna creazione, sostenendo che l’Universo sia eterno, senza inizio e senza scopo;
  • sostengono che le uniche vie di conoscenza siano la meditazione o l’ispirazione (non essendoci nulla di cui ragionare)
cultisti shub niggurath

Disclaimer: lungi da me generalizzare e fare una suddivisione tra «religioni stupide» e «religioni intelligenti», o cose simili; quello su cui Stark si sofferma è la premessa che ha reso gli occhi degli uomini capaci di guardare il mondo come «un libro fatto per essere letto» e non come «un mistero insondabile».

Comunque, senza tagliare con l’accetta e lanciarsi in giudizi temerari, trovo significativo il fatto che la scienza sia nata nel continente in cui Dio (se il cristianesimo è vero) si è rivelato come un creatore razionale, che desidera farsi conoscere anche attraverso la natura e la scienza.

Conclusione

Rubando nuovamente le parole a Rodney Stark, potremo dire che:

[…] l’affermazione, secondo cui l’universo ebbe un Progettista Intelligente, sia la più fondamentale di tutte le teorie scientifiche e che sia stata sottoposta con successo a prove empiriche più e più volte.

(RODNEY STARK, False testimonianze, Lindau, Torino 2016, pag.224)

Infatti:

A priori, ci si aspetterebbe un mondo caotico che la mente non può cogliere in alcun modo […] Quello è “il miracolo” che viene costantemente avvalorato a mano a mano che la nostra conoscenza si amplia.

(ALBERT EINSTEIN, Letters to Solovine, Philosophical library, New York, c1987)

sale

(Primavera 2019)

Fonti/approfondimenti
  • RODNEY STARK, False Testimonianze (in particolare, cap. VII, "Eresie scientifiche"), Lindau, Torino 2016
  • JEAN GUITTON, IGOR BOGDANOV, GRICHKA BOGDANOV, Dio e la scienza. Verso il metarealismo, Tascabili Bompiani, Milano 2001

Condividi sui social:

Ti piace il blog?


Clicca la tazzina per aiutarmi a farlo crescere!